Buna Qalma

Torna all'archivio >

Il buna qalma è una speciale preparazione a base di chicchi di caffè locale che risulta diffusa esclusivamente tra le popolazioni Oromo e Guji, specialmente nella zona di Oromia, in Etiopia meridionale. Il procedimento è relativamente semplice. I coltivatori raccolgono i chicchi di caffè e li lasciano essiccare al sole per qualche giorno, in modo da rendere il loro gusto meno astringente (il buna qalma si prepara anche con chicchi di caffè maturo ancora rossi, ma il risultato è di minore qualità). A quel punto i chicchi di caffè vengono tostati nel burro in una pentola detta kelo buna. Il chicco non viene vagliato e il tegumento non viene rimosso, ma in compenso la punta viene recisa per consentire all’aria e al burro di penetrare all’interno del chicco. La tostatura richiede 30-40 minuti. Una volta pronto, il buna qalma viene travasato in un recipiente tradizionale in legno e servito con zucchero o miele, altro burro e latte fresco di vacca (più raramente di dromedario o capra). Si può servire anche in comuni tazze da caffè o in tazze tradizionali dette budunu. Una volta pronto, il buna qalma si mantiene anche per anni senza alcun bisogno di refrigerazione, anzi l’invecchiamento gli conferisce un aroma più complesso. Generalmente si serve la mattina, ma si può consumare anche a qualunque altra ora.   Il buna qalma ha una funzione importante nella cultura Oromo, specialmente tra i Guji. Viene consumato nel corso di rituali e cerimonie come sposalizi, ricorrenze religiose, al termine dei funerali, in occasione di nascite e promozioni. Si utilizza ritualmente per benedire il leader tradizionale (detto Abba Gadaa), che negli otto anni del suo mandato è chiamato a mostrarsi leale e sollecito nei confronti della comunità. Gli Abba Gadaa, a loro volta, servono il buna qalma a chi richiede la loro benedizione. Il buna qalma si prepara anche per pregare Waaqaa (Dio) di benedire la comunità, la terra e gli elementi. Servito agli ospiti in speciali occasioni costituisce un segno di grande rispetto. Secondo la tradizione, chi si trova ad assistere alla preparazione di buna qalma è tenuto per buona creanza ad assaggiarlo; se va di fretta, però, può anche solo spalmarsi sul volto e sulla gamba il burro utilizzato e annusarlo: anche questo è considerato un modo per consumare il buna qalma.   Il buna qalma è destinato soprattutto al consumo domestico e personale, in famiglia o in comunità, ma lo si può anche trovare in vendita nei mercati della zona. La ricetta tradizionale prescrive in modo molto specifico l’utilizzo di burro, eppure oggi sempre più persone preparano il buna qalma con oli di minore qualità, perché il mutamento delle condizioni climatiche ha reso sempre più difficile allevare bestiame, per cui la produzione di latte di vacca (e quindi anche di burro) si va diradando. Il buna qalma si trova inoltre a competere con cibi di importazione, soprattutto da quando ha preso piede la tendenza a consumare di preferenza questi cibi “moderni”. La diffusione del cristianesimo nella regione, inoltre, sta portando all’estinzione la pratica dei rituali indigeni legati alla preparazione del buna qalma.

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
    Did you learn something new from this page?

  • YesNo
Torna all'archivio >

Territorio

NazioneEtiopia
Regione

Oromia

Area di produzione:Regione di Oromia, in particolare Guji

Altre informazioni

Categorie

Altro

Caffè

Comunità indigena:Oromo e Guji
Segnalato da:Golocha Balli Gobena