Broccolo fiolaro

Torna all'archivio >

Il nome di questo ortaggio deriva dalla presenza di germogli inseriti lungo il fusto della pianta, conosciuti in termine dialettale come ‘fioi’ e che finiscono in padella, insieme alle foglie più giovani. Un prodotto che ha la particolarità di non assomigliare né per forma, né per gusto alle altre varietà di broccolo. La raccolta dei broccoli si protrae da novembre a febbraio, anche se i più saporiti sono, secondo la tradizione, quelli delle prime gelate, quando per difendersi dal freddo il sempreverde limita la presenza di acqua nei tessuti e aumentando la concentrazione di sali e zuccheri, che lo rendono più saporito. Ricco di vitamine, di sali minerali e di calcio, il fiolaro, come tutti i cavoli, rappresenta una valida alternativa dietetica al formaggio. La coltivazione di questo ortaggio risale agli antichi Romani. Catone il vecchio ne parla riconoscendone le proprietà medicamentose. Ma il primo a innamorarsi di questo prodotto tipicamente vicentino fu Johann Wolfgang von Goethe, durante la tappa a Vicenza del suo viaggio in Italia, che il poeta tedesco intraprese nel 1786. Il 23 settembre di quell’anno Goethe, in visita al mercato vicentino, fermò in un disegno l’immagine di una giovane contadina che caricava sulle spalle una arco di legno flessibile, alle cui estremità pendevano due ceste colme di ortaggi. Si trattava del ‘bigòlo’, strumento di lavoro quotidiano dei contadini, ma non ci sono prove, naturalmente, che quelle ceste di ortaggi contenessero del broccolo fiolaro di Creazzo. Il broccolo Fiolaro rischia di scomparire in quanto la produzione è ridotta oggi a due coltivatori la collina di Creazzo, in provincia di Vicenza.

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
    Did you learn something new from this page?

  • YesNo
Torna all'archivio >

Territorio

NazioneItalia
Regione

Veneto

Area di produzione:Alto Vicentino

Altre informazioni

Categorie

Ortaggi e conserve vegetali

Segnalato da:Gianni Dalla Costa