Bollo

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Il bollo, termine spagnolo che significa focaccia, è un pane dolce, di forma rotonda oppure a otto, soffice e aromatizzato con anice. Si produce ancora a Pitigliano e Sorana, nella Maremma grossetana, sede dal XVI secolo di importanti comunità Israelite: qui si rifugiarono gli ebrei dell’Italia centrale che volevano sfuggire all’obbligo di risiedere nei ghetti. Tra i prodotti dei cosidetti “forni delle azzime” c’era anche il bollo, arrivato al seguito dei sefarditi cacciati dalla Spagna nel XVI secolo e diffuso sia tra gli ebrei europei sia tra quelli nordafricani. È un pane dolce, compatto, dalla crosta color marrone: gli osservanti lo offrono in occasione del Sukkot (la festa delle Capanne, che ricorda la permanenza nel deserto durante la fuga dall’Egitto) e lo consumano anche per rompere il digiuno di Kippur, intingendolo in acqua zuccherata e limone. Oggi, dopo secoli di contaminazioni con la cucina dei goym (non ebrei), il bollo è fatto con pasta lievitata, arricchita con uova (sei ogni chilo di farina), zucchero, anice e scorza di limone; si dà all’impasto la forma di una ciambella, si spennella la superficie con tuorlo d’uovo e si cuoce in forno per circa un’ora.

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Territorio

NazioneItalia
Regione

Toscana

Altre informazioni

Categorie

Dolci