Bloempanch di Bruxelles

Arca del Gusto
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Il bloempanch, come è più comunemente chiamato, è un sanguinaccio noto anche con molti altri nomi. Fa innegabilmente parte del patrimonio gastronomico di Bruxelles e richiede grande abilità del macellaio per essere prodotto. Il termine panch fa riferimento allo stomaco di un ruminante, in questo caso una vacca. Gli altri ingredienti sono sangue di maiale, cipolle stufate, farina di grano saraceno e spekvetteerlingen (pezzetti di lardo). Sono inoltre aggiunte alcune spezie, comprese cannella e noce moscata. Secondo la ricetta tradizionale, tutti gli ingredienti sono inseriti in un intestino di bovino per formare una salsiccia di circa 15 cm di diametro. In passato erano usate anche le vesciche di maiale.

A differenza di altri sanguinacci preparati altrove, il bloempanch è molto grosso ed è consumato a fette spesse, dove sono visibili i cubetti di grasso puro e bianco. Questa caratteristica ha dato al prodotto il nome con cui è più conosciuto nell’area Marollen di Bruxelles, dove un tempo faceva parte della dieta quotidiana: bufsteik mi rooite (“bistecca con cubetti”). Il bloempanch è speziato, solido quando è freddo e con una consistenza interessante data dai blocchi di grasso. A differenza di altri sanguinacci, una volta cotto mantiene la propria forma, ma i cubetti di lardo si sciolgono al suo interno. Tradizionalmente è consumato freddo o caldo, servito con un po’ di senape nel primo caso e accompagnato da purea di patate o salsa di mele nel secondo.

Il bloempanch ha una lunga tradizione in Belgio e risale a un epoca in cui tutte le parti degli animali erano consumate. Quando un maiale era macellato, anche il sangue era considerato un alimento importante e il sanguinaccio era uno dei modi impiegati per preservarlo durante i mesi invernali. A un certo punto divenne persino parte della dieta quotidiana di chi non poteva permettersi la carne. Questo gli valse un altro soprannome, quello di “bistecca dei poveri”. A Marollen esiste ancora una strada, Abrikozenboomstraat, che porta una targa che la identifica come Den Bloempanchgang (“la strada del Bloempanch”). Secondo una leggenda locale, un tempo in cima alla strada viveva una coppia dove il marito era macellaio. Quando i due litigavano, la moglie lo colpiva lanciandogli addosso la grossa salsiccia. Quando l’uomo riusciva a schivarla in tempo, questa finiva per volare in strada.

Oggi pochissimi macellai producono ancora il bloempanch, considerato un cibo “povero”. Con il miglioramento degli standard di vita dagli anni ‘40, l’interesse per questo alimento è scemato drasticamente. Per salvaguardarne la tradizione fu fondato l’Ordine del Bloempanch, che per diciassette anni ha operato per promuovere la gastronomia tradizionale di Bruxelles. Tuttavia, alla fine del 2013 il gruppo si è sciolto e oggi non esistono sono più attività specifiche per salvare il bloempanch, che rischia così di scomparire e restare vivo solo nella storia della gastronomia, se i giovani ne perdono la conoscenza e smettono di produrlo.

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Territorio

NazioneBelgio
Regione

Bruxelles-Capitale

Area di produzione:città di Bruxelles

Altre informazioni

Categorie

Salumi e derivati carnei

Segnalato da:Hubert Heyrendt