Miele di ape moça branca

Arca del Gusto
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In termini scientifici, le api indigene sono note come melipone. Appartengono all’ordine Hymenoptera e alla sotto-famiglia Meliponinae. Sono inoltre note come “api indigene”; sono sociali e non hanno il pungiglione, che si è atrofizzato. Costruiscono i loro nidi in tronchi di alberi, fenditure nelle rocce o nel terreno, oppure appesi ai rami. Il favo è posizionato orizzontalmente e le api depositano il polline misto a miele. I fuchi sono espulsi dalla colonia non appena ingravidano la regina.

In base a studi condotti sul campo e alle evidenze esistenti, l’ape moça branca (Frieseomelitta doederleini) non è la specie più allevata nell’apicoltura locale. Tuttavia, ha una caratteristica che la distingue: accumula grandi quantità di resina e polline, offrendo un’interessante alternativa alla produzione di propoli. È inoltre utile nei programmi di impollinazione di alcune colture. L’ape produce un miele chiaro e delicatamente profumato, molto apprezzato ma prodotto in piccole quantità.

Circa 193 specie di api, appartenenti a 79 generi, sono state registrate nella caatinga. La caatinga brasiliana, che copre circa l’11% della superficie del paese, si trova negli stati di Ceará, Rio Grande do Norte, Paraíba, Pernambuco, Sergipe, Alagoas, Bahia, Piauí meridionale e orientale e nel nord del Minas Gerais. La caatinga è una regione semiarida, pianeggiante e rocciosa, ma relativamente fertile. Il bioma è ricco di risorse genetiche, visto l’elevato livello di biodiversità. Alcune piante della caatinga, come i cactus, conservano l’acqua, mentre altre hanno le radici quasi in superficie per massimizzare l’assorbimento dell’acqua piovana.

L’abbattimento indiscriminato degli alberi, che colpisce alberi come imburana, catingueira, angico e baraúna, che le api indigene usano per costruire i loro nidi, minaccia la sopravvivenza di questa specie. Un ulteriore problema è la mancanza di alberi fioriti che possano sostenere le api nella stagione secca, come angico, aroeira, alberi di anacardi, prugne brasiliane, palme carnauba e juazeiro.

Secondo i documenti esistenti, oltre che nello stato di Bahia l’ape moça branca si trova anche negli stati di Ceará, Maranhão, Mato Grosso, Minas Gerais, Paraíba, Pernambuco, Piauí e Rio Grande do Norte. L’apicoltura della moça branca è stata identificata nella regione di Piemonte da Diamantina, dove sono stati intervistati i giovani dei comuni di Capim Grosso, Várzea da Roça e Quixabeira.

Mancano informazioni precise, soprattutto a causa del grande impatto che la siccità ha avuto sul bioma della caatinga negli ultimi anni. Tuttavia, ancora oggi, nella regioni semiaride del Brasile le api senza pungiglione sono allevate in modo artigianale dai contadini, con sistemi basati su conoscenze popolari e tradizioni locali. Sono tenute in favi, vasi di terracotta, zucche e alveari di legno rudimentali. Il miele è destinato prevalentemente al consumo della famiglia o usato per scopi medicinali. In una stagione di buona fioritura le api moça branca possono produrre 1 litro di miele l’anno.

Le api indigene del Brasile sono minacciate da diversi fenomeni. Innanzitutto, la deforestazione, anche con incendi: le api vivono nelle cavità degli alberi che sono distrutti. Subiscono inoltre gli effetti dell’estrazione inadeguata del miele: i “meleiros” prelevano il miele nell’habitat naturale delle api e poi lasciano i favi a terra, che sono così distrutti dalle formiche. Sono attaccate da insetticidi e pesticidi, oltre che da ragni, formiche, uccelli, rettili, rospi, vespe, falene e persino api più grosse, oltre a molti altri predatori. Il cambiamento climatico, infine, causa periodi di prolungata siccità, provocando il declino della specie nelle regioni semiaride del Brasile, soprattutto negli anni recenti

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