Año di Tuti

Arca del Gusto
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L’año o izaño di Tuti è un tubero dalla forma allungata con una parte appuntita, coltivato nella regione di Tuti, nel distretto del dipartimento di Arequipa, nel sud del Perù. Un año di piccole dimensioni pesa circa 80 grammi, uno grande 150 grammi. Dopo la raccolta bisogna lasciarlo al sole per una settimana prima di bollirlo, perché acquisisca il tipico sapore dolce. Esistono diverse varietà: gialla (la più dolce), bianca (leggermente meno dolce), nera (più farinosa), rossa, azzurra e rosata. Le semina avviene nel mese di ottobre e la raccolta nel mese di maggio. Dopo essere stato raccolto l’año si conserva fino a cinque mesi, trascorsi i quali il suo sapore diventa troppo amaro.

Un tempo questo tubero era parte integrante della dieta quotidiana a Tuti per questo esistono molte ricette. La prima è il “hiro de año” in cui viene cotto con cipolla, aglio, ajì e pomodoro. Si aggiungono latte e formaggio a pezzi ed erbe aromatiche, si mangia accompagnato con il riso. Un piatto dolce è invece la “mazamorra de año”: si fa bollire il tubero e lo si schiaccia, si aggiungono poi cannella, chiodi garofano, zucchero e latte e si porta ad ebollizione per qualche minuto. L’año si può anche friggere, sempre dopo essere stato bollito. Il modo più particolare per gustare l’año, subito dopo la raccolta, è la huatia. Con la terra che si è rotta durante la raccolta si costruisce una sorta di forno nel campo in cui si mettono a cuocere i tuberi, le patate, le fave, carne di porcellino d’India o anche trote.

Gli abitanti di Tuti, ad esempio, sono conosciuti come “quelli che conservano l’año nel tessuto nero”, in riferimento all’abitudine di conservare il tubero bollito in teli di colore scuro per mantenerne il calore. Gli abitanti di Tuti scambiavano questo prodotto con il mais cabanita, coltivato nelle terre più basse. Queste terre alte erano perfette per la coltivazione perché le malattie non attaccavano le coltivazioni e la quantità prodotta era alta. L’año di queste zone è conosciuto come il migliore in assoluto grazie al sapore ineguagliabile che acquisisce solo se cresce in queste terre.

Attualmente questa coltivazione occupa soltanto il 2-3 % delle terre disponibili mentre un tempo ne occupava la metà. Non si trova più sul mercato ed è coltivato solo per autoconsumo. I motivi di questo abbandono crescente è legato al diminuito valore di mercato che ha convinto gli agricoltori a dedicarsi all’allevamento che risente meno degli sbalzi climatici, delle gelate e delle siccità. Un’ulteriore minaccia per questo tubero storico è il minor consumo e interesse da parte delle popolazioni giovani che preferiscono cibi meno tradizionali.

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Territorio

NazionePerù
Regione

Arequipa

Altre informazioni

Categorie

Ortaggi e conserve vegetali

Segnalato da:Giacomo Stefano Bassilio Elliott