Anchote

Torna all'archivio >
Anchote

Anchote è il nome in Afan Oromo di Coccinia abyssinica, un tubero autoctono dell’Etiopia resistente alla siccità, originario della regione Oromia. Ci sono circa dieci specie di Coccinia in Etiopia; tuttavia, solo la Coccinia abyssinica è coltivata per il consumo umano. Benché rappresenti una delle principali coltivazioni tradizionali della zona, non è conosciuta in altre parti del mondo. L’anchote cresce ad altitudini che vanno dai 1300 ai 2800 metri sopra il livello del mare, dove le precipitazioni annuali sono tra i 762 e 1016 mm. Il raccolto totale di anchote è di 150 – 180 quintali per ettaro, simile a quello della patata dolce e di quella normale.    Una delle qualità invitanti dell’anchote in quanto tubero è la sua buona capacità di conservazione. I tuberi possono essere conservati in una cava sotterranea e prelevati all’occorrenza, fornendo sicurezza alimentare in periodi di mancata produzione da parte di altre coltivazioni. Anche la farina preparata dai tuberi essiccati al sole si conserva bene. Solitamente i tuberi di anchote raggiungono lo stadio adatto alla raccolta dopo quattro, cinque mesi dalla semina, a seconda delle condizioni climatiche. Le parti raccolte sono i frutti per la propagazione dei semi e i tuberi che verranno utilizzati come ortaggi dopo essere stati bolliti o cucinati in altro modo.   L’anchote è una valida risorsa alimentare, con diverse proprietà medicinali. Contiene alte quantità nutritive come fibre, proteine, calcio, ferro, zinco e magnesio, il che è raro in altri tuberi. Secondo gli agricoltori della zona aiuta nella cura di ossa rotte e lussazioni. Grazie al suo contenuto di vitamina A, il consumo di anchote può aiutare a ridurre il problema di mancanza di vitamina A. tradizionalmente, si pensa anche che l’anchote renda le madri in fase d’allattamento più sane e forti. La farina preparata con questo tubero può essere utilizzata come integratore per neonati e bambini. Inoltre, il succo preparato dai tuberi di anchote contiene saponina, una sostanza attiva utilizzata per curare gonorrea, tubercolosi e tumori.   Come gli altri tuberi, l’anchote è raramente consumato crudo. Prima di essere consumato passa per una lavorazione e la cottura. Le radici sono pulite e poi bollite (con o senza buccia) e poi cotte ulteriormente con burro e spezie quali coriandolo, basilico dolce, zenzero, aglio e sale. L’anchote cotto è solitamente servito con kochkocha (pasta di peperone verde) un contorno fermentato preparato con peperoni verdi macinati assieme a diverse varietà di ortaggi a foglia verde. Nelle occasioni di festa come matrimoni, compleanni, circoncisioni e celebrazioni religiose si prepara un piatto locale chiamato lanqaxaa, ma anche uno stufato chiamato ittoo anchote (salsa anchote) unicamente a base di anchote e molto burro.   Le donne Oromo sono fondamentali nella conservazione della coltivazione di anchote. Lavorano alla riproduzione della pianta, selezionano le zone di coltivazione e determinano quando è il momento di raccogliere. Inoltre si occupano della lavorazione dei tuberi e decidono cosa vendere e come utilizzare il denaro che ricevono in cambio. Questo significa che l’importanza dell’anchote va aldilà dell’economia, e che questa coltura ha anche un’importanza sociale molto alta. Tuttavia il fatto che questa coltura, con tutti i suoi vantaggi nutrizionali, medici e di sicurezza alimentare, sia conosciuta in poche zone ne limita la possibilità di vendita ad un pubblico più vasto. Se promosso nelle zone limitrofi, l’anchote potrebbe giocare un ruolo cruciale nel miglioramento delle condizioni economiche ed alimentare sia dei produttori che dei consumatori.

Foto: © Serena Milano

  • Hai imparato qualcosa di nuovo da questa pagina?
    Did you learn something new from this page?

  • YesNo
Torna all'archivio >

Territorio

NazioneEtiopia
Regione

Oromia

Altre informazioni

Categorie

Ortaggi e conserve vegetali

Comunità indigena:Oromo