Aglio rosso di Sulmona

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Ecotipo di aglio tra i più pregiati d’Italia, in passato elemento fondamentale del fiorente settore orticolo della Valle Peligna, il rosso di Sulmona ha bulbi racchiusi in tuniche di colore vinoso. E’ l’unico della specie che produce scapi fiorali che per garantire la produzione devono essere eliminati manualmente. Si caratterizza per l’elevata conservabilità (anche un anno, se tenuto in luogo asciutto) ma soprattutto per l’aroma particolarmente intenso, dovuto all’alta concentrazione di allicina. L’aglio è stato una delle droghe più usate nella medicina popolare, a cui sono state attribuite, attraverso i secoli, svariate proprietà terapeutiche. L’allicina, che conferisce all’aglio anche il suo tipico odore, è una sostanza ad elevata attività antibiotica sui batteri gram-positivi e gram-negativi, su 68 specie di funghi, molti di interesse medico. L’azione antisettica, balsamica ed espettorante dell’aglio si manifesta sulle vie respiratorie, per cui è efficace sulle affezioni microbiche. L’effetto antisettico è efficace nelle infezioni acute e croniche delle mucose intestinali accompagnate da dissenteria, tifo, paratifo. Accanto all’azione antisettica è notoria quella ipotensiva. L’aglio determina una riduzione della pressione arteriosa sia minima che massima, attraverso la vaso dilatazione capillare. Agisce inoltre sull’attività cardiaca con un rinforzo dell’energia di contrazione. L’azione antibiotica dell’aglio è stata studiata anche su molti patogeni delle piante coltivate. Il Rosso di Sulmona ha un elevato contenuto in oli essenziali. Sul mercato, la qualità extra del Rosso è compresa fra i 55 ed i 70 mm di diametro, notevolmente al di sopra dei 45 mm delle norme comuni di qualità per la commercializzazione. La testa è ben serrata, non ha bulbilli extra-tunicati, è composta nella corono esterna da 8-10 bulbilli di grande dimensione e 3-4 più piccoli, interni (animelle). Anche in assenza di frigoconservazione il prodotto può essere conservato fino a marzo-aprile, mantenendo inalterata la testa serrata, soda e compatta, nonchè l’aroma piccante. Scarsa è anche l’attitudine al pregermogliamento. Si raccoglie a fine giugno-inizi luglio. Nell’ambito della categoria – agli a lunga conservazione – matura con 15-20 giorni di anticipo rispetto agli altri ecotipi italiani. La caratteristica botanica più importante risiede nella fioritura. E’ infatti l’unico ecotipo italiano nel quale tale processo avviene regolarmente tutti gli anni. A metà-fine maggio lo scapo viene asportato per consentire l’accrescimento del bulbo. Viene commercializzato sia allo stato fresco – somiglia a piccoli asparagi con un gradevole e delicato sapore di aglio – sia trasformato in sotto’olio, interi o in pasta. Lo scapo fiorale rappresenta una non indifferente integrazione di reddito della coltura. E’ conservato in trecce, originariamente formate da 52 teste, una per ogni settimana dell’anno, a testimonianza della sua conservabilità. L’area storica di produzione è la regione di Anversa degli Abruzzi, Bugnara, Corfinio, Introdacqua, Pacentro, Pettorano sul Gizio, Popoli, Pratola Peligna, Prezza, Raiano, Sulmona, Roccacasale, Vittorito,  Abruzzo. Rischia di scomparire perché è frequente la frode con aglio di provenienza estera più grande e produttivo ma meno profumato. La particolare presenza di malattie quali nematori che trasmettono virosi rischia inoltre di rendere i terreni poco adatti alla coltivazione del rosso di Sulmona.

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Territorio

NazioneItalia
Regione

Abruzzo

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Categorie

Ortaggi e conserve vegetali