Novità dal Belgio!

La Semaine Bio di Namur, uno degli eventi più importanti dedicati all’agricoltura sostenibile, è stato il trampolino di lancio per l’avvio dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi in Belgio.

Il lancio ufficiale, avvenuto sabato 4 giugno, è stato un momento intenso: sul palco, felicità, gioia, voglia di impegnarsi e fare bene; lo si è visto dagli sguardi che i cuochi si sono scambiati, dai sorrisi che hanno regalato al pubblico e dalle loro parole. Sono queste le persone di cui Slow Food è orgogliosa, persone che condividono con il cuore tutte le battaglie e le sfide che il movimento si pone: mantenere vive le tradizioni, salvaguardare la biodiversità, mangiare stagionale e locale e aiutare i piccoli produttori, pagandoli il giusto e andando nei mercati locali.

Per ufficializzare il lancio del progetto è stato allestito di fianco al palco uno stand d’informazioni dedicato interamente a Slow Food e all’Alleanza e una cucina che è stata utilizzata dai protagonisti della giornata di sabato per sbizzarrirsi con le loro creazioni. Ai fornelli si sono alternati tre cuochi: Philippe Renard (del ristorante Philosophie de Cuisine di Liège), Claude Pohlig (del ristorante Cuisine Potager di Chaumont-gistoux) e Felice Miluzzi (del ristorante Rossi di Leuven) che hanno proposto piatti realizzati con prodotti locali e stagionali e alcuni Presìdi Slow Food del paese, tra cui l’Herve a latte crudo e lo sciroppo artigianale di Hesbaye e del Pays de Herve. L’iniziativa ha riscosso molto successo e la passione e la bravura dei cuochi hanno incantato i presenti davanti ai fornelli.

«È da 40 anni che mi sveglio alle 4 del mattino per andare al mercato locale e vedere che cosa mi offrono i produttori per quella determinata giornata, aspetto le stagioni con ansia e costruisco le mie ricette in base a quello che la natura ci offre localmente e stagionalmente», dice Claude Pohlig. «Le verdure sono il punto forte dei miei piatti, sono i prodotti che amo di più cucinare, tutto il resto viene dopo». Ed è proprio la verdura il tema che accomuna questi tre cuochi: Philippe Renald, membro attivo della rete locale di Slow Food da più di 15 anni, ci racconta che le verdure che utilizza nel suo menù arrivano tassativamente da una distanza che non deve superare i 30 chilometri dal suo ristorante; in più ogni mese una verdura diventa la protagonista del suo menù, un’idea per far sì che il pubblico venga a conoscenza di molteplici ricette per una singola e particolare verdura stagionale. Il terzo cuoco presente, Felice Minuzzi (italiano sbarcato in Belgio nove anni fa dopo aver lavorato per vari ristoranti in Italia, tra cui quello di Massimo Bottura), propone invece un menù più particolare: una cucina tradizionale e regionale italiana rivisitata che utilizza sia prodotti locali, sia prodotti italiani di stagione, tra cui vari Presidi Slow Food.

E adesso? Quali saranno le prossime tappe di Slow Food in Belgio? Lo abbiamo chiesto a Patrick Böttcher, coordinatore del progetto e fiduciario della condotta Slow Food Metropolitan Brussels. «Il Belgio è un paese strano: punto di riferimento per l’Europa a livello istituzionale, ma allo stesso tempo nazione molto frastagliata al suo interno, è difficile a volte instaurare un’occasione di dialogo e confronto tra le realtà francesi, tedesche, inglesi e fiamminghe. Forse il progetto dell’Alleanza potrà servire anche a dare una svolta alla situazione locale: aiuterà a creare un filo rosso in tutto il Belgio costituito da cuochi volenterosi e pieni di passione che lavorano con l’obiettivo di salvaguardare la biodiversità, sostenere i piccoli produttori e promuovere piatti della tradizioni belga e non solo. Per quanto riguarda gli altri progetti di Slow Food in Belgio, si sta lavorando per creare due nuovi Presìdi, il Lambic tradizionale e la razza bovina rossa delle Fiandre occidentali. Ci stiamo inoltre impegnando per aumentare i prodotti belgi a bordo dell’Arca del Gusto e speriamo di contribuire anche noi in modo più che positivo al rilancio di questo progetto!».

 

 

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