Da migliaia d'anni la storia del farro piccolo (Triticum monococcum) è strettamente connessa con quella della civiltà mediterranea. Questo cereale era consumato in abbondanza fino all'epoca romana, ma in seguito venne quasi totalmente sostituito dal frumento, tenero e duro, che tolse spazio a vari cereali minori grazie alle rese maggiori e all'assenza di lavorazione. Infatti il farro è un cereale «vestito», ciò significa che deve essere decorticato prima di consumarlo (con una lavorazione simile a quella del riso).
Da una dozzina d'anni, però, il farro piccolo ha ricominciato a destare interesse, grazie alla rusticità della pianta, adattata ai climi semiaridi e ai terreni poveri, e alle qualità nutritive e organolettiche dei suoi grani, particolarmente ricchi in proteine, magnesio e fosforo.
Il piccolo farro (in francese petit épeautre) dell'Alta Provenza, poi, è una popolazione botanica locale le cui prime tracce risalgono al 9000 a.C. e che si stima che sia giunto dalla fascia occidentale dell'attuale Turchia.
Oggi una trentina di produttori, i cui campi sono distribuiti fra 235 comuni al di sopra dei 400 metri sul livello del mare in Alta Provenza, si sono riuniti in un sindacato e lavorano per ottenere l'Igp per grani e farina. Hanno stabilito un rigido protocollo di produzione, che segue i dettami dell'agricoltura biologica, e promuovono il loro prodotto con l'appoggio della ristorazione locale e con la partecipazione a mercati e fiere.
Il farro piccolo è effettivamente adattato alla perfezione alle condizioni ambientali, non certo semplici, dell'area e si intervalla ai campi di lavanda e di ceci, con cui è spesso in rotazione. Ha un ciclo colturale di circa 11 mesi e una ridotta produttività, ma la sua versatilità permette di condensare pienamente le difficoltà connesse alla sua produzione.
Il Presidio
Il Presidio permetterà di far apprezzare anche al di fuori dei confini francesi questo eclettico cereale, che può essere consumato in grani e da cui si ricavano farine, pasta e persino birra.
Sarà necessario stabilirne il profilo organolettico e le caratteristiche sensoriali che lo rendono particolarmente pregiato e riconoscibile, e creare per i produttori del petit épeautre delle occasioni di scambio e confronto con altre piccole realtà produttive di cereali minori provenienti dalle varie parti del mondo.
La storia e le qualità del piccolo farro dell'Alta Provenza, che nulla ha da invidiare alle più recenti varietà industriali, sarà certamente uno dei principali obiettivi del Presidio.
Area di produzione
235 comuni nelle province di Alpes de Haute Provence, Hautes-Alpes, Drôme e Vaucluse, regioni Provence Alpes Côte d'Azur e Rhône Alpes
Presidio sostenuto da
Région Provence-Alpes-Côte d'Azur