Promozione dei prodotti d’origine dell’Africa occidentale

Dal 2009 la Fondazione Slow Food e la Fao lavorano insieme per salvaguardare e promuovere le produzioni tradizionali di quattro Paesi africani: Guinea Bissau, Mali, Senegal e Sierra Leone. Grazie alla collaborazione di produttori, cuochi, tecnici, ricercatori e di tutta la rete locale di Slow Food e Terra Madre, è stata realizzata una mappatura della biodiversità alimentare dei quattro Paesi e sono stati identificati quattro nuovi Presìdi: cola di Kenema (Sierra Leone), olio di palma selvatica (Guinea Bissau), cuscus salato di miglio dell’isola di Fadiouth (Senegal) e pasta katta di Timbuctu e Gao (Mali).

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Mieli d’Etiopia

La Fondazione Slow Food, insieme ai partner Modena per gli Altri, Parma Per Gli Altri e Conapi, ha costituito la prima rete di produttori di miele di qualità in Etiopia. La rete permette agli apicoltori e alle loro comunità di condividere esperienze, iniziative di formazione e strumenti di commercializzazione.
Ad oggi comprende il Presidio del miele bianco del Tigray, il Presidio del vulcano Wenchi, e le comunità del cibo Gassa Chare (Dawro Konta), Wolisso, Shalala, Horde, Getche, Badogo, Wondo e Wassarà.
Le caratteristiche di ciascun miele sono diverse, come lo sono i territori di provenienza. Ognuna di queste zone, infatti, ha particolarità ambientali e climatiche uniche ed essenze floreali particolari.

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I datteri del deserto di Al Jufrah

Le oasi di Al Jufrah sono situate nel centro-nord della Libia e nei secoli sono state crocevia di vie carovaniere che collegavano il profondo sud con la costa e l’Oriente all’Occidente lungo il 29° parallelo.
In questa regione si coltivano ancora oggi decine di varietà locali di datteri, ciascuna dotata di caratteristiche organolettiche proprie, capaci di stupire i palati più attenti e curiosi.
Il Progetto Miglioramento e valorizzazione della palma da dattero nelle oasi di Al Jufrah in Libia finanziato dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero Italiano degli Affari Esteri e coordinato dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare di Firenze in collaborazione con il Ministero Agricoltura Libico e con la Fondazione Slow Food per la Biodiversità sostiene lo sviluppo economico locale attraverso azioni a favore dei produttori di datteri di qualità e a tutela dell’ agro-biodiversità della regione.