Il caffè ugandese: tante varietà da riscoprire e un festival per gustarle

caffè_Presìdi_comunità_ugandaDall’arabica nyasaland del Monte Elgon, coltivata in consociazione con zenzero e lemongrass, alla robusta nganda promossa dai giovani di Bukunja, al kisansa di Luwero, nel distretto di Zirobwe, con alberi ad alto fusto: le comunità del cibo ugandesi che coltivano caffè tradizionali e non solo “robusta da esportazione” sono numerosissime e si riuniscono il 18 febbraio a Mukono per il festival From Tree to Cup.

Produrre caffè in modo tradizionale in Uganda significa sistema agroforestale. Alla sua coltivazione si affiancano alberi da frutta (soprattutto banani di tante varietà diverse) e da ombra perenni (cordia africana, ficus, makhamia, …), un sistema in perfetto equilibrio da cui l’uomo trae tutte le risorse per la sua sopravvivenza.

A partire dalla fine del 1800, e ancora oggi, tuttavia, l’impulso dei grandi investitori governativi e stranieri, l’introduzione di nuove varietà ibride che promettono maggiori rese produttive e un’elevata resistenza alle pestilenze ha purtroppo causato in larga parte l’abbandono della diversità locale a favore di coltivazioni intensive di poche varietà di caffè robusta (Coffea canephora).

Slow Food sta lavorando per tutelare la ricca biodiversità che ancora esiste nel paese.

Nel 2012 ha avviato il Presidio del caffè kisansa di Luwero su una varietà autoctona in estinzione, lavorando con i produttori per migliorare la qualità del loro caffè e le opportunità commerciali, organizzarsi in cooperativa, diventare protagonisti consapevoli di una nuova economia locale. Negli anni, inoltre, Slow Food Uganda – che via via è cresciuta – ha condotto un accurato lavoro di mappatura dei caffè esistenti in più di venti distretti cercando di far emergere questa ricchezza sconosciuta ai più. Tante piccole comunità di contadini che coltivano varietà tradizionali o locali (nganda, nyasaland e kilimanjaro) sono state visitate per sensibilizzarle sul tema della biodiversità, incoraggiarle a resistere alle pressioni del mercato, sostenerle con formazioni tecniche e metterle in rete tra loro.

È il caso della comunità di Mihale Tubana (in luganda significa “gli abitanti del villaggio di Mihale stanno assieme”) che, nel distretto di Mbale, alle pendici del monte Elgon, coltiva la nyasaland, una varietà di coffeea arabica del tipo geisha, portata dall’Etiopia attraverso il Malawi (all’epoca conosciuto come nyasaland) e poi adattatosi ai suoli vulcanici e al clima montano di quest’area al confine con il Kenya. Le ciliegie grandi e allungate sono coltivate da circa 40 uomini e donne, con cura e attenzione per la salute delle piante e dell’ambiente (le piante di caffè sono intervallate con arbusti di zenzero e lemongrass, potenti antiparassitari, e concimate con fertilizzanti naturali), tra alberi da frutta e orti famigliari, immersi nella lussureggiante vegetazione.

Un altro gruppo molto attivo è quello dei giovani di Bukunja, che coltivano la varietà nganda: le piantine di robusta crescono spontanee nella foresta di Kigimba a circa 1200 metri di altitudine. Ricca di caffeina, con bacche mature ad alto contenuto di zucchero e perciò particolarmente ambite dai più piccoli che le colgono fresche dalle piante, questa robusta è stata preservata da generazioni, anche nei periodi più bui della storia recente del paese: il gruppo ha persino ricostruito una macchina spolpatrice artigianale, con sezioni di tronco cavo e lamiere, ricordando come i loro nonni all’epoca delle dittature e della guerra civile si erano ingegnati con mezzi di fortuna a proteggere la propria tradizione e il raccolto. A Netete, i 21 apicoltori/cafficoltori di Ntete preparano un apprezzato spuntino energetico, ricoprendo i chicchi tostati con il miele di loro produzione per un goloso abbinamento.

Il lavoro di queste e molte altre comunità sarà presentato nel corso del festival “From Tree to Cup” che si svolgerà il 18 febbraio nei cortili dell’Ucu, l’Uganda Christian University, a Mukono.

I visitatori potranno esplorare tutta la filiera di produzione del caffè attraverso il mercato dei produttori di Slow Food, degustazioni, workshop, incontri, …. Saranno spiegate le pratiche agronomiche di coltivazione e consigliati i metodi per una buona selezione del raccolto, si parlerà di tostatura artigianale e infusione, di come creare una filiera sostenibile per l’ambiente e i produttori, delle relazioni commerciali che permettono di dare visibilità ai coltivatori diretti e alle piccole torrefazioni locali.

Il caffè prodotto in Uganda è localmente poco valorizzato e considerato perlopiù prodotto da esportazione. L’obiettivo del festival è dunque far conoscere e apprezzare ai consumatori ugandesi i loro caffè tradizionali e il grande lavoro che Slow Food Uganda porta avanti per la difesa della biodiversità alimentare e del diritto al cibo buono, pulito e giusto.

 

Per maggiori informazioni sul Festival del Caffè
John Wanyu
tel. +256 778628671
j.wanyu@slowfood.it
www.slowfooduganda.org

Dal 2010 Slow Food lavora per il marchio del caffè dei Presìdi coinvolgendo torrefattori italiani e produttori del Sud del Mondo. Il caffè kisansa di Luwero è stato presentato al pubblico durante Terra Madre Salone del Gusto 2016 insieme a Roberto Messineo (Caffè San Domenico) e l’importatore Equoqui di Alba.

Maggiori informazioni sul progetto dei Presìdi Slow Food del caffè: http://www.fondazioneslowfood.com/it/cosa-facciamo/i-presidi/i-presidi-del-caffe/.

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