Arca del Gusto e cambiamento climatico

Salgono sull’Arca del Gusto nuovi prodotti a rischio di estinzione da Brasile, Mozambico e Angola.

Ogni tassello di un ecosistema è fondamentale per la sopravvivenza degli altri: per questo, la biodiversità è la nostra assicurazione sul futuro, è l’equilibrio necessario al nostro pianeta sempre più minacciato. Conoscere i territori e tutelare razze animali e vegetali, prodotti e tradizioni è dunque una priorità, soprattutto oggi che la perdita di biodiversità sta diventando un’emergenza da non sottovalutare.

glob+euLa Fondazione Slow Food per la Biodiversità lo sa bene e, in particolare, supportata dal progetto G.Lo.B (Governance Locale per la Biodiversità), cofinanziato dalla Commissione Europea, sta portando avanti un intenso lavoro di mappatura e ricerca per accogliere nuovi prodotti sull’Arca del Gusto e definire e adottare politiche pubbliche che promuovano la salvaguardia e la valorizzazione dell’agro biodiversità, migliorando nel contempo il tenore di vita della popolazione e riducendo la vulnerabilità economica e sociale dei piccoli produttori.

Il progetto sta lavorando in aree geografiche precise (Angola, Brasile e Mozambico), dove cambiamenti climatici e socioeconomici hanno messo in serio pericolo la sopravvivenza di alcuni prodotti e specie. In Brasile, ad esempio, la prolungata mancanza di piogge abbondanti ha causato danni alla biodiversità locale, mentre in anni recenti si è assistito a un declino della vegetazione delle aree desertiche della parte nordovest del paese, dovuta alla deforestazione e agli incendi. Questi eventi hanno fatto sì che oggi la produzione di miele sia a rischio di estinzione, in particolare quello prodotto dall’ape mandaçaia (Melipona mandaçaia) e quello dell’ape munduri, tutelati dall’Arca del Gusto. Lavorati prevalentemente dalle donne di alcune comunità locali della zona, una regione semiarida di Bahia, la produzione è stata fortemente colpita anche dall’espansione dell’agricoltura e dall’utilizzo di insetticidi sulle coltivazioni nelle aree in cui vivono le api. Non è migliore la situazione degli stock ittici. Il degrado ambientale, la pesca selvaggia, l’uso inappropriato della terra e la costruzione di infrastrutture che bloccano la naturale riproduzione delle specie, hanno causato un declino del pesce disponibile e la riduzione della biodiversità di specie di pesci nei bacini idrografici che hanno portato alcune di queste, come la pacamã, alla quasi scomparsa.

Anche in Angola, la progressiva aridità dei pascoli ha reso sempre più difficile l’attività di pastorizia semi nomade delle etnie mucubal, cavelocamue e bibala. La sopravvivenza delle razze bovine e dei prodotti derivati è quindi a rischio elevato di estinzione. Tra questi si distinguono la razza ovina del Carneiro e il prodotto tipico del leite azedo, entrambi a bordo dell’Arca del Gusto. Le difficoltà di allevamento e lo scarseggiare del latte hanno fatto sì che le comunità stiano vivendo una sorta di riconversione quasi forzata da pastori nomadi ad agricoltori stanziali, perdendo molte delle peculiarità della loro attività. In generale, i cambiamenti climatici hanno fortemente influenzato la biodiversità del paese. Un esempio è la quasi scomparsa dell’insetto maungo, preziosa fonte di proteine e importante integrazione economica per le comunità rurali, la cui presenza è fortemente legata alle piogge, sempre più rare da qualche anno, e all’albero del mopane, oggi al centro di un’intensa attività di disboscamento per l’estrazione del carbone vegetale.

In Mozambico, invece, la tendenza delle politiche agrarie va verso un’agricoltura estensiva e intensiva di pochi prodotti derivati da semi ibridi o geneticamente modificati. Di conseguenza, il cibo disponibile è sempre più standardizzato, ma non facilmente reperibile perché troppo costoso. A farne le spese, oltre alla popolazione, sono anche le specie animali e vegetali locali, come lo tseke o la maphilua: entrambe piante spontanee, assicurano un apporto di cibo fresco e non trattato anche in tempi di estrema siccità, ma la diminuzione del loro utilizzo le rende oggi ad elevato rischio di estinzione e mette in pericolo le comunità rurali che per secoli ne hanno fatto un fondamentale alimento di sussistenza.

Ecco perchè sempre più sono fondamentali progetti a tutela di questo importante patrimonio, rappresentano una speranza e un’opportunità. Avanti tutta Arca del Gusto!

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